Domenica mattina. Il primo giorno in cui non mi sveglio nel mio letto di Valcea… mancano tre ore al mio treno per la montagna, e così rimugino, continuo ad andare col pensiero ai ragazzi degli istituti. E i bambini delle case famiglia? Chissà cosa staranno facendo, magari dormono. Ma cosa faranno oggi pomeriggio? E domani? Chissà se qualcuno di loro lo vedrò mai più… Quante domande a cui non posso rispondere. Non stando qui, non da sola, non andando a Bardonecchia né in Puglia. Ogni tanto vorrei avere la forza di volontà per mollare tutto, Milano, gli studi, gli amici.. lasciare tutto e andare alla ricerca della serenità, che in questo momento per me è un sovrapposti di BiR e Romania. Come farò a mettere la Romania in un compartimento stagno della mia mente e concentrarmi sulla mia vita solita? Non riesco nemmeno a concentrarmi per mettere su una lavatrice, figuriamoci.. Che situazione. Spero che il tempo mi aiuti, devo avere la freddezza di organizzare i pensieri. Aiutami tempo, ora sono così confusa che nella mia mente ogni schema si deforma. O forse è che non si può pretendere di fare un ordine, la mente corre dove vuole, la mente segue il cuore e la razionalità viene spodestata del tutto. E il cuore mi si stringe quando penso a una Romania sempre più lontana, e mi si allarga quando penso che ho scoperto un mondo.. e in questo groviglio di pensieri che ho in testa, il cuore si annoda, tutto si sovrappone e sono due giorni che ho un groppo in gola che non può andarsene, può sciogliersi solo con le lacrime. Forse esagero, eppure è proprio così che mi sento.

Nessuno forse può capire la Romania senza averla vissuta. Io di certo non l’avevo capita prima di partire, e mi ha spiazzato. L’ho odiata, l’ho schifata, l’ho conosciuta, l’ho vissuta, l’ho amata. La mia Romania,.. sento più mia la Romania, di qualsiasi altro paese in cui sia mai stata. Quanto sei bella Romania.

Valentina