Siamo Alessia, Isa, Laura, Miranda, Veronica e siamo cinque volontarie di BIR che il 9 Ottobre sono partite con destinazione Monte Barro (Galbiate, LC) per fare un training a tema educazione non formale.

Che cos’è un training? Un training è un corso di formazione. Il training a cui abbiamo partecipato rientra nei progetti Erasmus+, è durato una settimana e ha coinvolto ventuno partecipanti da Romania, Moldova, Spagna, Polonia, Georgia e Italia e tre trainers da Italia e Polonia: Carolina, Piernicola e Katka che, oltre a occuparsi della formazione, hanno anche scritto il progetto.

Durante questi sette giorni abbiamo avuto l’opportunità di acquisire metodi e principi dell’educazione non formale, attraverso pratiche di apprendimento esclusivamente non formali. In sostanza abbiamo scoperto l’educazione non formale attraverso le sue stesse pratiche.

Quando parliamo di educazione non formale ci riferiamo a tutte quelle pratiche che vengono messe a punto al di fuori dei curricula offerti dall’istruzione formale come la scuola primaria e secondaria o l’università (ovvero tutti quegli enti che ti permettono di ottenere un titolo ufficiale riconosciuto dallo Stato). Le attività di apprendimento, che caratterizzano l’educazione non formale e che si svolgono su base volontaria, sono progettate in modo da promuovere lo sviluppo delle cosiddette soft skills, competenze trasversali di tipo sociale, comportamentale, relazionale e comunicativo. Queste competenze stanno acquisendo una rilevanza sempre maggiore nella nostra società caratterizzata da continui cambiamenti sociali e ambientali, proprio per la loro connotazione trasversale, ed è per questo motivo che l’Unione Europea promuove programmi di mobilità che favoriscano lo sviluppo personale, sociale e professionale dei partecipanti al programma Erasmus +.

Learning by doing è l’espressione che meglio rappresenta questo stile di apprendimento: si acquisiscono conoscenze e competenze interagendo tra pari e facendo esperienza di situazioni concrete. I partecipanti non assimilano un concetto, ma partecipano alla sua costruzione vivendolo emotivamente e facendolo proprio.

L’Erasmus+ fa dell’educazione non formale una delle sue colonne portanti e con i training non solo sostiene la formazione continua di chi lavora con i giovani ma promuove anche lo scambio di esperienza e buone pratiche tra operatori, volontari e studenti provenienti da diversi background e da diversi Paesi.

Insomma, come è possibile leggere attraverso queste poche righe, il training ha rappresentato per ciascuna di noi un’esperienza formativa molto arricchente nonché completamente diversa dalle solite. Quando si sente parlare dei progetti di mobilità proposti dall’Ue, spesso la sensazione è che si tratti di qualcosa di lontano da noi per “affinità” o di qualcosa di inaccessibile per le competenze tecniche o per il livello di inglese che si possiedono … anche solo un’occasione Erasmus+ vissuta sulla propria pelle è in grado di farti ricredere completamente. Un training come questo, infatti, non è solo un momento di formazione utile ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, ma è un’opportunità vera e propria di acquisire una consapevolezza maggiore di sé stessi e del mondo che ci circonda, attraverso l’incontro con ragazze e ragazzi provenienti da tutta Europa con i quali c’è stato uno scambio autentico e profondo a livello umano e professionale. La possibilità di mettersi in gioco in modo autentico e di portarsi a casa una varietà di ricchezze in un luogo completamente protetto e allo stesso tempo così ‘leggero’ non è per nulla scontato ed è per questo che, alla luce di tutto ciò, pensiamo che senza troppe riserve sia una di quelle esperienze che almeno una volta nella vita vanno vissute.

P.S. Non vi stiamo neanche a dire quanto sia migliorato il nostro livello di inglese in soli 7 giorni! Meglio di qualsiasi altro corso ‘soddisfatto o rimborsato’! ;)

Per noi è stato un’opportunità unica sotto tanti punti di vista: abbiamo scoperto Monte Barro e la sua vista mozzafiato sul lago di Annone, abbiamo conosciuto tante persone con le quali c’è stato uno scambio autentico e profondo a livello umano e professionale e abbiamo messo alla prova il nostro inglese … e ci siamo pure divertite!